Attività culturali
Pittura Italiana nelle Collezioni del Museo Pushkin dal Cinquecento al Novecento.
A Verona, dal 20 ottobre 2007 al 3 febbraio 2008, il Palazzo della Ragione ha ospitato una grande mostra promossa e realizzata dalla Fondazione Cariverona.
La mostra ha inaugurato, inoltre, un ciclo di importanti eventi espositivi, che si succederanno con cadenza annuale, grazie all'accordo quinquennale sottoscritto dalla Fondazione Cariverona e dal Museo statale di Belle Arti Pushkin di Mosca.

La mostra ha un titolo che dichiara immediatamente le sue caratteristiche: Pittura Italiana nelle collezioni del Museo Pushkin dal Cinquecento al Novecento. Una rassegna di ottanta dipinti, con alcuni straordinari capolavori.
Dopo una introduzione al Museo, il visitatore è accolto in una prima sezione rinascimentale e manierista, vera e propria antologia della pittura del XVI secolo. Giulio Romano e Bronzino, la cui La Madonna col Bambino e san Giovanni Battista, scelta per l'immagine guida dell'evento, è uno dei suoi massimi capi d'opera, ci immettono nella cultura romana e fiorentina all'ombra di Raffaello e Michelangelo. Questa parte è completata dal ritratto vigoroso di Pierfrancesco di Jacopo Foschi, pittore fiorentino dal colore smaltato e levigato. La pittura della Maniera è rappresentata, tra gli altri, da Lorenzo Lotto, Tintoretto e PaoloVeronese che ricordano Venezia e il suo particolare modo di vivere la crisi, col trionfo del colore e degli squarci di luce che rendono le rappresentazioni monumentali ed evocative. La pittura barocca di Luca Giordano e il mondo realistico, minuzioso ed elegantemente malinconico di Bernardo Strozzi introducono il Seicento ed una piccola sezione di nature morte di Cristoforo Munari, Carlo Magini e altri. Guercino, Guido Reni e poi Tommaso Savolini e Francesco Trevisani illustrano i caratteri del Seicento bolognese e della grande pittura riformata inizialmente dalle prove quasi visionarie dei Carracci e in seguito dai contrasti luministici dello stesso Guercino. La pittura di genere e i ritratti invitano ad entrare nella cultura artistica del Settecento dove alla Morte di Didone di Tiepolo, delizioso capolavoro, e alla grande pala d'altare di Zugno, firmata però dal suo maestro, lo stesso Tiepolo, corrisponde una straordinaria galleria di vedute, con dipinti bellissimi di Canaletto e Bellotto, Pannini, Guardi e Marieschi. L'Ottocento italiano è, per la verità, poco rappresentato al Pushkin, ma uno dei celeberrimi fasti napoleonici di Andrea Appiani ci permette di fare il salto del secolo e arrivare al Novecento con due delle opere più belle di Giorgio De Chirico accompagnato, in questa deliziosa sezione finale, da Achille Funi, Gino Severini e Felice Casorati.
Il percorso della mostra è quindi un appassionante viaggio nella pittura italiana degli ultimi cinque secoli, importante sia per la qualità in senso assoluto delle opere esposte, ma anche perché numerose tra loro, la maggior parte, varcano per la prima volta i confini della Russia per essere di nuovo ammirate dove sono state concepite e realizzate.
L'allestimento della mostra dedicata alla pittura italiana nelle collezioni del Museo Pushkin è realizzato nelle sale monumentali del Palazzo della Ragione, che è diventato in pochi mesi un punto di riferimento essenziale per la città di Verona.
L’accordo di scambio culturale tra Fondazione Cariverona e Museo Pushkin di Mosca
è la prima iniziativa che nasce dall'accordo quinquennale recentemente sottoscritto che intende consolidare gli scambi culturali tra Russia e Italia, attraverso una collaborazione finalizzata allo sviluppo di importanti progetti di restauro, di catalogazione, di studio e valorizzazione, ad esempio in ambito editoriale e musicale.
L'accordo prevede infine la possibilità di esporre in Italia le maggiori opere d'arte del più importante museo di Mosca.
Il Pushkin vanta in effetti nelle sue collezioni una straordinaria serie di capolavori, a cui hanno contribuito nei primi anni del Novecento la statalizzazione di eccezionali raccolte private moscovite e negli ultimi decenni una politica di acquisti voluta dal governo russo. L'arte antica comprende una grande quantità di opere italiane, ma anche di pittura fiamminga e olandese (Rubens e Rembrandt solo per citare gli artisti più celebrati) e di altre scuole europee. Ma è la sezione moderna, tra Ottocento e Novecento ad essere forse la più strepitosa, insieme al favoloso Tesoro di Priamo, che caratterizza la sezione archeologica. In un edificio interamente dedicato, sono presenti pressoché tutti i grandi impressionisti a partire da Monet, le cui opere occupano interamente una sala, Van Gogh, alcune delle opere in assoluto più significative di Gauguin, le avanguardie russe accompagnate dalle prove espressioniste e giovanili di Kandinskji, le più importanti avanguardie europee, eccezionali opere di Matisse e Picasso, giungendo fino agli artisti del secondo dopoguerra.





