Rassegna della Stampa MilanoProspekt1 - 23.02.2017

 

 

Fallico ad «Italia - Russia»: necessario investire su settori innovativi, nel 2016 raggiunto un interscambio commerciale pari a 17 miliardi di euro 

  Ha dimostrato interesse verso l’ultima edizione del V seminario italo-russo, appena svoltosi lo scorso 16 febbraio a Milano, anche l’Associazione delle Banche Russe, che in un suo comunicato ha commentato la manifestazione, dal titolo «Italia - Russia: l’arte dell’innovazione», sottolineandone l’importanza in termini di sviluppo delle relazioni tra i due Paesi. «Negli ultimi tre anni abbiamo assistito ad una crisi che ha avuto conseguenze devastanti per le relazioni economiche e commerciali tra Italia e Russia», ha commentato in apertura del seminario Antonio Fallico, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Banca Intesa Russia e di Associazione Conoscere Euarsia». Secondo Fallico, potrebbe essere difficile ritornare ai livelli pre-crisi nel breve termine, ma è necessario comunque investire su quei settori che hanno tutte le carte in regola per realizzare il proprio potenziale nel mercato russo, «dalla meccanica di precisione alla ricerca tecnologica». Come ha fatto notare l’AD di Intesa San Paolo in Russia, solo nel 2016 i risultati dei dati ISTATI elaborati da Eurasia hanno calcolato un calo nelle esportazioni italiane nella Federazione Russa pari al 50% nelle macchina utensili, di oltre il 70% per la siderurgia, senza contare ulteriori contrazioni registrate in numerosi altri settori. Sembrano esserci tuttavia segnali di ripresa: nel mese di dicembre, ad esempio, l’interscambio commerciale tra Russia e Italia sarebbe cresciuto del 9,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, portando il fatturato totale degli scambi tra i due Paesi a raggiungere nell’ultimo anno 17 miliardi di euro.  
 
 

 

 

 

Seminario di Eurasia anche a Genova, Razov: «Stiamo lavorando per portare Mattarella a Mosca» 

  Presente anche agli incontri paralleli organizzati nell’ambito del V seminario eurasiatico a Genova, l’Ambasciatore russo in Italia Sergei Razov ha confermato la volontà da parte italiana di contribuire al rinnovamento dei rapporti italo-russi. «Non esiste altro Paese al mondo che stia lavorando ad un’agenda così fitta di incontri bilaterali quanto l’Italia», ha infatti sottolineato il diplomatico russo, annunciando che sarebbe già in moto la macchina organizzativa volta a portare in Russia entro la fine dell’anno il Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella. Sarebbero inoltre attesi a breve anche alcuni incontri con il Ministro degli Esteri italiano Alfano, con cui la diplomazia russa dovrebbe discutere sempre di Siria ed Ucraina. «Credo che i rapporti con la Russia debbano essere ripristinati al più presto», ha infine concluso al Secolo XIX il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, sottolineando il danno all’export italiano causato dalle sanzioni e i nuovi obiettivi della Regione Liguria sul fronte eurasiatico, per il quale sarebbero in programma nuove missioni in vista dell’Expo di Astana.  
 
 

 

 

 

Apertura positiva anche oggi per la moneta russa 

  Un’apertura positiva anche oggi per la moneta russa alla Borsa di Mosca, che ha visto durante le prime ore di contrattazioni il suo tasso di cambio registrare indicatori al rialzo grazie al sostegno dato dalle buone quotazioni del petrolio nei mercati energetici. Come riferisce «Interfax», il biglietto verde si è infatti attestato questa mattina sulla soglia dei 57,4 rubli, uno 0,1% in più rispetto a ieri, mentre l’euro, che ha perso quasi lo 0,2% rispetto alla chiusura di mercoledì, si è invece attestato attorno ai 60,3 rubli, per oltre uno 0,8% in meno rispetto al tasso ufficiale della Banca Centrale russa. Il relativo apprezzamento del rublo nei confronti delle valute occidentali è spiegato dagli analisti sullo sfondo dell’annuncio del premier iracheno Haider al Abadi di voler tenere una nuova riunione con i Paesi OPEC per definire ulteriori garanzie alla riduzione della produzione mondiale di petrolio. Attualmente, le analisi preliminare dimostrano un calo dell’eccesso di offerta in termini globali nonostante l’aumento delle scorte USA annunciato la settimana scorsa. I futures del Brent all’ICE di Londra hanno per questo guadagnato rispetto a ieri quasi uno 0,3%, portandosi attorno ai 56,8 dollari al barile..  
 
 

 

 

 

Cala nel 2016 la bilancia commerciale UE-Russia 

  Il deficit della bilancia commerciale europea con la Russia si sarebbe attestato nel 2016 a 46,2 miliardi di euro, il che è il 26,3% in meno rispetto a quanto registrato nell’anno precedente. A renderlo noto sono i nuovi dati di Eurostat relativi allo stato del commercio europeo, che denotano generalmente un trend in calo per le operazioni di scambio euro-russe: come ha riportato anche l’agenzia russa «RNS», l’export UE verso Mosca si sarebbe infatti ridotto del 2% a 72,4 miliardi di euro, mentre le importazioni dalla Russia del 13% a 118,7 miliardi di euro. Ancora a settembre, le Dogane russe avevano registrato per Mosca un calo nel commercio con i Paesi dell’Eurozona del 26,1% per il primo semestre del 2016 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, citando tra i Paesi UE l’Italia per il dato peggiore: solo nel primo semestre dell’anno scorso Roma avrebbe infatti diminuito di quasi il 56% il proprio interscambio commerciale con la Russia fino a 5,72 miliardi di dollari.  
 
 

 

 

 

Lo «TsUM» di Mosca e il «DLT» di San Pietroburgo archiviano l’Autunno Inverno in positivo 

  Due dei centri commerciali più importanti della Russia, lo «TsUM» di Mosca e il «DLT» di San Pietroburgo, avrebbero segnato risultati record di vendite durante la stagione Autunno Inverno 2016, per un aumento di oltre il 34% da parte dei grandi magazzini sulla Petrovka nella capitale, e fino al 62% ad opera dello store nella città sulla Neva. Ne dà l’annuncio il Direttore Generale dei due negozi, Aleksandr Pavlov, sottolineando che entrambe le strutture avrebbero segnato una crescita di oltre il 40% nel numero di clienti stranieri, sopratutto per quelli provenienti dalla Cina. Uno sviluppo che Pavlov non relaziona solo alle numerose campagne promozionali adottate dai negozi della catena «TsUM» - di cui fa parte anche il «DLT» (Pavlov si riferisce ai «Milan prices», più bassi di quelli europei), ma anche ad una crescita reale segnata in alcune categorie di prodotto, come quella di borse e pelletteria, le cui vendite si sarebbero raddoppiate rispetto all’anno scorso. Buoni risultati anche per la moda bambino, anche questa in aumento del 40%.  
 
 

 

 

 

Consiglio europeo per l’export di moda (EFTEC): calo in Russia per gli abiti da sera maschili, buone prospettive per il casual e la maglieria 

  Progressi per il casual e rallentamenti negli acquisti di abiti e vestiti: sarebbe questo il trend messo in luce da EFTEC, il Consiglio europeo per l’export nella moda, presente a questa edizione della «CPM - Collection Premiere Moscow», in calendario fino ad oggi nella capitale russa. Come riferito dal Presidente del Consiglio europeo per il commercio di abbigliamento, Reinhard Depfer, nel corso dell’anno le vendite di abiti maschili in Russia sarebbero calate del 54%, di cui un drammatico 71% in relazioni alle giacche da uomo ed un 44% riferito invece al comparto camicie. E’ il casual infatti il settore a segnare un calo, seppur esistente, più contenuto, con una contrazione del 16% in termini di acquisti di prodotti denim (giacche e pantaloni). Risultati simili si rispecchierebbero secondo Depfer anche nella moda donna, che a livello di vestiti ed abbigliamento orientato al lavoro ha segnato una contrazione record del 59%, anche se i pantaloni da donna restano i prodotti ad essere più acquistati dai russi (con un calo più moderato del 27%). Pantaloni da donna e vestiti restano infatti i prodotti più importati in Russia dall’UE, con un valore stimato solo nel 2015 di oltre 417 milioni di euro. Migliora infine il settore della maglieria, che nei primi 9 mesi del 2016 avrebbe aumentato la propria quota all’intero dell’import russo dall’Europa dal 40 al 46%.  
 
 

 

 

 

EMI alla «CPM - Collection Premiere Moscow»: la moda italiana sta ritornando in Russia 

  Continua il lavoro dell’Italian Fashion Lounge organizzato in occasione della 28esima edizione di «CPM - Collection Première Moscow, la più grande fiera della moda in Russia e nell’Europa dell’Est. Come ha riferito il Presidente di Ente Moda Italia, Claudio Marenzi, il Bel Paese ha portato quest’anno alla manifestazione più di 130 marchi, per un incremento del 44% rispetto ai risultati dell’edizione di dicembre. La «CPM» si prefigurerebbe sempre più infatti come un importante piattaforma di promozione per l’Italia in Russia, dove l’export Made in Italy, soprattutto nella moda, resta tra i più importanti nella bilancia commerciale italiana. Come ha riferito a margine dell’evento Marenzi, «siamo sempre più convinti di quanto il mercato russo sia importante per le nostre aziende e per il made in Italy», e gli indicatori macroeconomici farebbero ben sperare: EMI sostiene infatti che a supporto delle buone performance segnate delle materie prime, si starebbe instaurando un mutato clima imprenditoriale, maggiormente orientato alla ripresa, attorno alla Russia: da gennaio a ottobre 2016, EMI stima infatti che Mosca avrebbe incrementato le proprie importazioni nel fashion italiano del 21% in quantità e del 4,3% in termini monetari.  
 
 

 

 

 

A gennaio i russi hanno speso all’estero il 32% in più rispetto a un anno fa 

  Le spese dei russi all’estero nel gennaio del 2017 sono aumentate del 32,3% rispetto all’anno scorso. Lo comunica uno studio condotto dalla società di servizi finanziari UBS, che rifacendosi ai dati mensili pubblicati da Global Blue, ha mostrato una crescita costante degli acquisti da parte dei turisti russi già a partire dal mese di ottobre dopo quasi tre anni di calo, e nel gennaio del 2017 sarebbe stato raggiunto il picco degli ultimi quattro mesi. Secondo quanto riferisce UBS, gli analisti sostengono che questa crescita dei consumi sia da ricondurre alla stabilizzazione del tasso di cambio del rublo e alla crescente fiducia dei consumatori in una ripresa economica per il Paese. Il rappresentante della catena di grandi magazzini tedesca Kadewe ha riferito a «Vedomosti» che il numero dei turisti russi nei negozi del gruppo nel mese di gennaio sarebbe aumentato di oltre il 25% rispetto all’anno scorso, per una crescita su base annua dello scontrino medio del 10%. Anche le Galeries Lafayette hanno confermato un ritorno del turismo russo. La società attiva nelle operazioni di Duty Free Gebr.Heinemann pronostica dunque nel 2017 un incremento del fatturato per il segmento del lusso ad opera dei turisti russi fino ad un 15-20%. Globalmente, la spesa dei turisti a gennaio è aumentata su base annua del 17,2% (+3% rispetto a dicembre).  
 
 

 

 

 

Nuovi progetti per Escada a San Pietroburgo 

  Escada, luxury brand fondato nel 1978 a Monaco, sta pianificando la sua prossima apertura a San Pietroburgo dove inaugurerà entro la seconda metà dell’anno una sua terza boutique. Lo store del gruppo tedesco, attualmente sotto il gruppo Procter & Gamble che possiede anche il marchio Rochas, dovrebbe estendersi su una superficie di 200 metri quadrati sull’arteria commerciale più importante della città, la Prospettiva Nevsky, al 141. Escada è sempre presente su Nevsky Prospekt nella galleria di boutique «Grand Palace» e in formato street-retail su Bolshoi Prospekt. Gli analisti stimano per la futura apertura un investimento di almeno 10 milioni di rubli (164mila euro al cambio attuale). La nuova boutique di Escada andrà dunque ad occupare gli stessi spazi commerciali precedentemente utilizzati da Jil Sander Navy, ed andrà ad unirsi a tutta una serie di marchi di alta gamma che hanno recentemente deciso di puntare nuovamente su questo angolo della città, come Valentino e Louis Vuitton.  
 
 

 


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